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sabato 7 marzo 2009

Vista e i driver firmati…quante noie

Chi ha avuto a che fare con Windows Vista 64-bit e software il cui funzionamento poggia sull’installazione di driver non firmati – e quindi non riconosciuti come sicuri dal sistema operativo di Microsoft – sicuramente sa quanto sia odioso il problema.

Ne è un esempio PeerGuardian, il programma di filtraggio indirizzi IP tra i più conosciuti nell’ambiente P2P.  Chi ha provato ad installare quest’applicazione su Vista si è ritrovato sicuramente di fronte all’impossibilità di terminare la procedura con successo, per colpa del driver utilizzato da PeerGuardian che non possiede la firma necessaria affinché il sistema lo riconosca come sicuro.

A questo punto le opzioni sono due: 1) rinunciare ed optare per una soluzione alternativa…e firmata da mamma MS (ma allora non staremmo qui a parlarne :-); oppure 2) trovare il modo di aggirare il problema del controllo della firmatura dei driver (ovviamente noi optiamo per la seconda!).

“Googlando” per la rete sono riuscito a trovare alcune soluzioni piuttosto valide, ognuna con i suoi pro e contro, ma vediamole una per una:

DISCLAIMER: (noioso ma d’obbligo :-) ATTENZIONE!!! Alcuni passaggi e/o applicazioni descritti più avanti, andranno ad intervenire sui file di configurazione e/o di sistema di Windows.  E’ quindi d’obbligo ricordare che, oltre alla buona abitudine di effettuare copie backup dei dati importanti prima di ogni intervento di questo genere, è possibile che qualcosa non vada per il verso giusto, e che quindi ci sia la possibilità di non riuscire più ad avviare il sistema.  TUTTI I DATI VENGONO FORNITI A PURO SCOPO INFORMATIVO, SONO STATI TESTATI PERSONALMENTE E NON HANNO CREATO PROBLEMI (MA OGNI CASO E’ DIVERSO) E VENGONO FORNITI COSI’ COME SONO, SENZA ALCUN TIPO DI GARANZIA.  NON MI ASSUMO ALCUNA RESPONSABILITA’ PER QUALSIASI EVENTUALE DANNO DERIVATO DALL’USO IMPROPRIO E/O ERRATO DI TALI INFORMAZIONI.

  • la più semplice.  All’avvio del sistema, subito dopo la fase di POST, prima che appaia la classica schermata di caricamento di Windows, premiamo il tasto F8 fintanto che non appare l’elenco delle opzioni avanzate di Windows.  Da questo elenco selezioniamo la voce Disable driver signature enforcement(solitamente è la penultima, prima dell’opzione Start Windows Normally).  Fatto.  Per tutta la successiva sessione, fino a che non riavviamo il sistema, il controllo della firma dei driver sarà inibito e potremo installare ed eseguire senza alcun problema qualsiasi software non firmato.  Naturalmente, nel caso di macchine in multi-boot, sarà necessario prima di tutto selezionare come sistema operativo da avviare, Microsoft Vista, quindi successivamente procedere nel modo già descritto.  PRO: è possibile decidere quando abilitare/disabilitare questo controllo; è utile nel caso di software utilizzati ogni tanto in modo non continuo.  CONTRO: l’utente è obbligato ad avviare il sistema e richiamare manualmente, tutte le volte, il menu avanzato;
  • un altro metodo che potrebbe funzionare (per macchine Vista pre-service pack 1) è quello della linea di comando.  Dal menu di Windows selezioniamo Tutti i programmi –> Accessori –> Prompt dei comandi, clicchiamoci sopra col tasto destro e assicuriamoci di selezionare l’opzione Esegui come Amministratore, quindi digitiamo: bcdedit -set loadoptions DDISABLE_INTEGRITY_CHECKS e premiamo Invio.  Come scritto poco sopra, questo metodo dovrebbe funzionare nelle macchine con Vista senza SP1, disabilitando permanentemente il check della firma ma, purtroppo, installando il SP1 si perde questa possibilità.  PRO: disabilitazione automatica del controllo firme, sollevando l’utente dal dover agire manualmente ad ogni boot.  CONTRO: inibizione del metodo da parte di Microsoft con l’installazione del SP1.
  • un metodo simile al precedente, è quello di intervenire, sempre mediante Prompt dei comandi, sui parametri di avvio di Windows.  Quindi, apriamo il Prompt dei comandi come descritto al punto precedente, e digitiamo: bcdedit –set nointegritychecks 1, premiamo Invio ed al prossimo riavvio avremo inibito il controllo delle firme.
  • un ulteriore metodo può essere quello di installare un piccolo programma che, in pratica, intervenendo sui file di boot del sistema, automatizza la procedura descritta al primo punto di questa lista.  Quindi, scarichiamo Setup ReadyDriver Plus, l’applicazione in esame, lanciamo il setup e seguiamo i pochi semplici passaggi necessari all’installazione.  Alla fine dell’installazione ci troveremo con una voce in più nel menu di avvio in multi-boot (ReadyDriver Plus, appunto), la quale permetterà in automatico al sistema di disabilitare il controllo delle firme.  E’ necessario sottolineare che, perché il programma funzioni correttamente, il disco di sistema DEVE essere necessariamente C:, dal momento che l’applicazione va a modificare i file della cartella C:\Boot (cartella di sistema nascosta), pena il fallimento della procedura con i relativi problemi del caso.   Alternativamente, è possibile utilizzare l’applicazione originale ReadyDriver (dalla quale ReadyDriver Plus è derivata), la quale permette di disabilitare il controllo attraverso il boot per mezzo di pendrive USB o CD/DVD.  PRO: solleva l’utente dal dover disabilitare tutte le volte il controllo.  CONTRO: obbligo di avere installato Vista nell’unità C: e modifica di file di sistema necessari al corretto avvio di Windows (cosa che porta quindi una piccola percentuale di rischio nel caso qualcosa vada storto).  Nel caso di utilizzo di ReadyDriver, invece, l’obbligo di avviare il sistema per mezzo di pendrive o supporto ottico.

E’ importante porre attenzione al fatto che utilizzando il programma Setup ReadyDriver Plus, si va di fatto a modificare alcuni file del sistema operativo, e quindi, come in tutti i casi di hacking del sistema (patching del gestore dei temi di windows, et similia), si va contro a quelle che sono le direttive della licenza EULA di Windows.

E’ d’obbligo ricordare che l’installazione tramite uno dei metodi sopra elencati, di driver di sistema non firmati, che necessitano di essere caricati in fase di avvio di Windows (come ad esempio la patch del driver TCPIP.SYS, che chi ha a che fare con il file sharing conosce bene) è a “senso unico”.  Questo significa che nel momento in cui installate tali tipi di driver, la disabilitazione del controllo delle firme diviene obbligatoria, pena il mancato avvio del sistema.

Infine, cosa da non sottovalutare, è bene ricordarsi che questo tipo di protezione (per quanto odiosa possa essere), è stato imposto da Microsoft proprio per evitare di installare nel sistema driver e quant’altro di potenzialmente pericoloso (leggasi trojan, malware, worm, ecc…), e quindi l’inibizione di tale controllo può portare anche a seri problemi di sicurezza dell’intero sistema.

Utente avvisato… ;-)

Spero di essere stato di aiuto. Un saluto a tutti.

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sabato 7 febbraio 2009

Malware: “Microsoft ha recentemente rilasciato un aggiornamento della protezione”

Attenzione! E’ da poco iniziata a circolare una fake mail, che ad una prima veloce analisi sembra inviata dal dominio @microsoft.it, dove viene invitato l’utente ad effettuare un aggiornamento di sicurezza applicabile a Windows 98/2K/ME/XP/Vista.  La motivazione (come sempre in un italiano che lascia a desiderare, e fa capire l’autenticità del messaggio) di questo tipo di aggiornamento tramite email starebbe nel fatto che sarebbe risultato facile creare un malware tramite il sito ufficiale di Microsoft e che quindi si è deciso per distribuire una versione sperimentale privata di tale aggiornamento.

Alla fine del post potete vedere il testo completo della mail.

Come sempre state attenti e diffidate sempre di questi falsi messaggi.


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mercoledì 11 aprile 2007

Windows Vista e Trusted Computing ... WOW

Il titolo è ovviamente a carattere ironico ma vuole stare a sottolineare un fatto molto serio che ultimamente sta prendendo sempre più piede e velocità nel mondo del IT. Quello che purtoppo sto potendo constatare è come negli ultimi tempi la premiata ditta TCG (Trusted Computing Group) composta principalmente dai colossi Microsoft, IBM, Intel, AMD, HP, Fujitsu, Sun, Seagate e Infineon, attraverso politiche commerciali poco chiare (il cui approfondimento esula da questo post) , sia riuscita a imporre ed espandere il progetto del Trusted Computing a molti produttori di software ed hardware.

Purtroppo, se questo progetto di "fiducia globale" messo in atto dalle suddette compagnie dovesse prendere piede ed attecchire, come ahimé le previsioni fino ad ora lasciano presumere, il futuro di tutti gli utenti potrebbe essere seriamente compromesso da politiche di censura e predominio da parte di colossi come la stessa Microsoft (parte fondamentale e attiva promotrice di questo processo), le major discografiche e di Hollywood, ecc...

Questo sistema di "fiducia" - che nella teoria dovrebbe garantire sicurezza e legalità per tutti - in pratica, sarebbe il potenziale mezzo per avviare un processo di palese violazione (almeno secondo quanto ho potuto leggere sino ad ora) dei più basilari diritti di noi utenti. Si andrebbe dalla violazione del nostro libero arbitrio (non potrò più dire che con il computer - ma la cosa vale per qualsiasi altro apparecchio - che ho comprato con i MIEI soldi ci faccio quello che VOGLIO IO), alla violazione della nostra privacy (tramite questo sistema loro sarebbero in grado di conoscere da remoto il nostro PC meglio di quanto potremmo mai conoscerlo noi stessi), passando per potenziali politiche di mercato alquanto scorrette (ma questa è solo una delle remote - ma non so quanto remote - possibilità che si potrebbero manifestare attraverso questo sistema).

In soldoni, ciò significa che attraverso questo sistema, la grandi compagnie ci garantirebbero un mondo più sicuro e protetto semplicemente calcolandoci come...nemici sempre pronti a violare questa o quella licenza di un programma o gioco o musica o video che sia, e quindi legandoci mani e piedi (per evitare di prenderli a calci) di fronte ai nostri stessi PC, lettori MP3/DVD, video/fotocamere, cellulari, palmari, ecc...

Questo processo di implementazione delle tecnologie facenti parte delle specifiche dettate dal TCG per portare il trusted computing nelle nostre case è, ahimè, purtroppo già iniiziato da diverso tempo, e ne è un esempio lampante il fatto che Windows XP (marginalmente, con il sistema di attivazione del S.O. dopo la modifica dell'hardware) e Windows Vista (in modo molto più radicato, Palladium/NGSCB...dice niente?!) includano già o includeranno presto il codice necessario a ciò. Microsoft non è comunque l'unica ad avere già sviluppato questa tecnologia (ma sarà una tecnologia almeno? le vere tecnologie non dovrebbero portare benefici alla comunità?), infatti anche Intel e AMD hanno già cominciato ad includere il supporto al TC all'interno delle rispettive CPU (Core 2 Duo/Extreme/Quad, Athlon X2, ...), la Apple distribuisce il proprio sistema MAC (mini, iMac, ...) sfruttando un chip Infineon che garantisce, proprio attraverso il meccanismo del Trusted Computing, che il sistema MAC OS non venga installato su macchine diverse da quelle con hardware Apple con le quali viene venduto.

Concordo con altri utenti sul fatto che tutto ciò è stato occultato bene dalle varie campagne pubblicitarie di questo o quel prodotto, lasciando i non addetti ai lavori (vedi gli utenti finali, e cioè i potenziali acquirenti) all'oscuro su quanto le grandi compagnie stiano "tramando" alle loro spalle.

Con la personale speranza che molta più gente possa venire informata di ciò che sta accadendo alle loro spalle, nel mondo dell'IT, e che in un futuro molto prossimo non mi debba vedere costretto ad abbandonare ciò che ho sempre reputato come la massima espressione di libertà attualmente disponibile, concludo riportando i link a vari siti che trattano questo argomento più in profondità e in modo molto più tecnico ed articolato, ed includendo il filmato reperibile anche sul sito di www.no1984.org in formati e risoluzioni video diverse.



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martedì 6 marzo 2007

MS SQL Server 2005 Express Edition - Attenzione alle partizioni compresse!

Già un anno fa avevo riscontrato un problema durante l'installazione del pacchetto relativo al software SQL Server 2005 Express Edition di Microsoft (avevo anche postato il problema sul forum di HWUpgrade, che potete trovare qui), dove, al momento dell'installazione, mi veniva segnalata l'impossibilità di continuare con l'operazione e tutto terminava lì.

Ovviamente, essendo cocciuto, non mi sono fermato lì (al contrario del programma d'installazione), e dopo vari tentativi, ho scoperto che il problema risiede nel fatto che il programma di installazione non è in grado di interagire con le partizioni compresse del sistema (per la precisione, non è in grado di scrivere all'interno di cartelle di sistema che abbiano attivo l'attributo di compressione).

Quindi, concludendo, per poter installare il programma basta semplicemente disattivare momentaneamente questo attributo, procedere con l'installazione e quindi riattivare tale attributo (e sì, proprio così, non si può installare se la cartella è compressa, però si può successivamente comprimere, e funziona senza problemi!).

Se siete interessati a tutti i singoli passaggi potete seguire il link sul forum di HWUpgrade, oppure potete lasciarmi dei commenti a cui risponderò volentieri.

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